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Che differenza c’è tra la mia età e quella del mio cervello

Individuati sette geni che potranno diventare nuovi obiettivi per sviluppare farmaci contro l’invecchiamento cerebrale. In attesa di nuove terapie ecco come mantenere una mente sana.

Immaginate di avere un cervello più giovane rispetto alla vostra età anagrafica. Fantascienza? Non più. Una nuova ricerca scientifica ha individuato i fattori genetici che determinano se il cervello invecchia più rapidamente o lentamente rispetto al resto del corpo, aprendo nuove possibilità per rallentare questo processo.

Negli ultimi anni si parla molto di un concetto chiamato Brain Age Gap: è la differenza tra l’età che il nostro cervello dimostra (valutata con una risonanza magnetica) e la nostra vera età anagrafica. Quando il cervello appare più "vecchio" rispetto all'età reale, aumenta il rischio di sviluppare disturbi cognitivi e malattie neurologiche. Finora, però, i motivi genetici e biologici dietro questo fenomeno erano poco chiari.

Oggi, uno studio importante ha scoperto che esistono nove regioni genetiche associate direttamente a questo gap, cioè alla differenza tra età del cervello ed età anagrafica. Tra queste regioni, gli scienziati hanno individuato sette geni specifici (MAPT, TNFSF12, GZMB, SIRPB1, GNLY, NMB, C1RL) che potrebbero rappresentare nuovi obiettivi per sviluppare farmaci mirati contro l’invecchiamento cerebrale. In pratica, agendo su questi geni, potremmo rallentare o addirittura invertire il declino cognitivo associato all'età.

Non solo: la ricerca ha evidenziato anche la presenza di farmaci già sul mercato che agiscono su questi geni o sulle vie biologiche coinvolte. Questo significa che alcuni medicinali già disponibili potrebbero essere rapidamente testati per confermare la loro efficacia nel ridurre il "gap" dell'età cerebrale, accelerando così il percorso che porta a trattamenti concreti per i pazienti.

Questa scoperta rappresenta una svolta significativa: non solo ci permette di capire meglio perché alcuni cervelli invecchiano più velocemente, ma potrebbe aiutare concretamente a mantenere più a lungo il nostro cervello in salute.

Certo, serviranno ulteriori studi per validare queste promettenti scoperte e arrivare a trattamenti concreti. Nel frattempo, però, non dobbiamo dimenticare che già oggi abbiamo strumenti preziosi per mantenere il cervello giovane: attività fisica regolare, una buona alimentazione e uno stile di vita sano.

Take-home messages:

Il cervello può invecchiare in modo diverso dalla nostra età anagrafica.

La ricerca sta scoprendo nuovi bersagli genetici per rallentare l’invecchiamento cerebrale.

In attesa di nuove terapie, esercizio fisico e alimentazione sana restano le armi migliori per proteggere il cervello.

Fonte della notizia: www.repubblica.it

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